Politica

In vista accordo col centrodestra: si dimette il segretario Pd di Campi

giovedì 7 marzo 2019

Fabio Sirsi sottolinea la probabile convergenza politica di forze eterogenee in campo per le elezioni.

“Le mie dimissioni da segretario cittadino del PD di Campi sono la naturale conseguenza di un processo politico che, seppur avviato con lo scopo di rafforzare la compagine di centrosinistra, è approdato, al contrario, a conclusioni che non condivido”.

Lo sottolinea l’ormai ex segretario cittadino del PD campiense Fabio Sirsi. “Il mandato esplorativo assegnato a Giuseppe Renis -spiega- aveva un forte significato poiché finalizzato a mettere in piedi una coalizione coerente con la collocazione politico-ideale delle forze che intendevano promuoverla, cercando nel rinnovamento delle idee e delle persone il valore aggiunto della proposta politica da sottoporre al giudizio dei cittadini. Tuttavia, giungendo ad un accordo innaturale con le forze del centrodestra cittadino, mi trova totalmente in disaccordo. Dunque, coerentemente, ho proposto di azzerare tutto e ripartire con i compagni di viaggio dell’ultima amministrazione, ricevendo da una parte maggioritaria del Direttivo una chiusura totale e pertanto ho deciso di rassegnare le dimissioni, avendo la sensazione che stesse prevalendo una logica trasformistica e di puro potere a cui non posso adeguarmi”.

Sirsi si dice preoccupato dell’ipotesi: “È stato lo stesso Giuseppe Renis a sottolineare che l'accordo sta avvenendo tra forze eterogenee. Laddove, appunto, l'assenza di omogeneità, lungi dall'essere un elemento di ricchezza, rischia di rappresentare la mina vagante ed il detonatore di una crisi politica permanente dell'amministrazione, qualora tale coacervo dovesse affermarsi elettoralmente. Il PD non poteva e non può piegarsi a questa logica. Si renderebbe irriconoscibile dinnanzi ai propri elettori, ai propri iscritti e ai propri militanti. Sono queste, dunque, le ragioni politiche del mio dissenso e delle mie conseguenti dimissioni dalla carica di segretario. Resto, però, un uomo del PD. E come tale mi batterò qualora si volesse snaturare identità e profilo del partito, conducendolo ad essere forza marginale e manovrabile da personalità esterne”

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